Bugatti, corpi, tracce e grigi

La prima cosa che viene in mente quando si parla di Bugatti, è l’incredibile auto che veniva progettata ma anche creata e assemblata qui, nella fabbrica di Campogalliano, voluta e costruita da Roberto Artioli 30 anni or sono.

Questo lavoro site specific, corpi, tracce e grigi nasce prevalentemente da due ragioni: la prima è la volontà di fare un viaggio nelle viscere della fabbrica dismessa, vedere e toccare con mano le ferite, le “tracce” che il tempo ha lasciato sul “corpo” e quali effetti questi hanno causato sulla fabbrica stessa; la seconda ragione è trovare un punto d’incontro, un contatto, un dialogo interno tra la memoria di questo luogo e la mia presenza all’interno.

Le tracce fisiche diventano immagini del passato, memoria collettiva di chi, qui ha creato e partecipato alla vita di questo luogo magico.
La serialità delle foto, la forma quadrata, l’uso del bianco e nero aiutano a concentrarsi sui dettagli di questo luogo dove la presenza umana è uno sbiadito ricordo. Nonostante l’abbandono e il lavoro incessante del tempo, questo continua ad essere il luogo del mito Bugatti, non soltanto per gli amanti delle auto ma anche per la storia in sé, che la Bugatti stessa ha rappresentato e continua tutt’ora a rappresentare.

Un ringraziamento speciale va a Enrico e Ezio Pavesi, che da anni si prendono cura di questo luogo unico e senza i quali non sarebbe stato possibile realizzare questo progetto.