Dispaccio da Chios

Chios e Lesbo sono due delle isole greche più interessate dal fenomeno della migrazione. Ogni giorno i rifugiati scappano dalla guerra e cercano di attraversare il mare che separa le coste della Turchia e quelle della Grecia.

Molti di loro provengono dal’ Afghanistan, Iraq o Siria. Nonostante il lembo di mare che separa la costa turca da quella della Grecia, solo 3km, i migranti attraversando il mare di notte sia quando il tempo è bello o in condizioni avverse. L’importante è arrivare in un porto sicuro, indipendentemente dalle condizioni meteo.

I trafficanti non si preoccupano delle condizioni dei migranti. Ad ognuno di loro gli viene consegnato un finto giubbotto di salvataggio. Non solo questo non salva vite, anzi, spesso è un impedimento. La maggior parte di persone giungono a destinazione che sono completamente bagnate e, nella maggior parte dei casi, hanno perso ogni cosa, passaporto, gioielli, giocattoli per bambini, libri, scarpe ecc. Durante l’attraversata.

A Chios ci sono molti volontari che provengo dall’estero per portare un aiutano concreto ai rifugiati nel momento dello sbarco sulle coste di Chios. A chi approda sulle coste dell’isola gli viene regalato lo stretto necessario per proseguire il viaggio. Cibo, vestiti asciutti e cibo per adulti e neonati. La maggior parte di loro sono donne incinte, bambini appena nati, ragazzi e ragazze soli o accompagnati dai loro genitori fratelli e sorelle.

Solo diversi giorni dopo i rifugiati ricevono il permesso per lasciare Chios e proseguire il loro viaggio con un traghetto diretto ad Atene per cercare di continuare il loro viaggio al di fuori dalla Grecia, tentando di attraversare Macedonia, Serbia e Ungheria. Sulla rotta balcanica.